Il sistema di voto elettronico della Posta è in uso da un anno: le cifre principali in sintesi
Sicurezza, partecipazione e fiducia: scopri i dati più interessanti.

8 scrutini
Il sistema di voto elettronico della Posta è stato impiegato in occasione di 8 scrutini tra giugno 2023 e giugno 2024. Le elezioni e le votazioni si sono svolte a livello comunale, cantonale e nazionale.
4 Cantoni
A oggi il voto elettronico è accessibile a una parte dell’elettorato in 4 Cantoni. Basilea Città, San Gallo e Turgovia hanno ricevuto l’autorizzazione di principio dal Consiglio federale a marzo 2023, il Cantone dei Grigioni a novembre 2023. Il Cantone di Ginevra sta valutando inoltre di reintrodurre il voto elettronico con il sistema della Posta.
24 comuni pilota
Nei Cantoni di San Gallo e dei Grigioni è possibile votare per via elettronica in diversi comuni pilota, e durante lo scorso anno se ne sono aggiunti altri. Mentre a marzo 2024 i due Cantoni contavano solo 10 comuni pilota, dalla votazione del 9 giugno 2024 il loro numero è già salito a 18 nel Cantone di San Gallo e a 6 nei Grigioni.
Il 60% delle svizzere e degli svizzeri all’estero aventi diritto al voto elettronico ha scelto questa modalità
Chi può avvalersi del voto elettronico tende dunque a preferire questa opzione. Si tratta infatti di un’alternativa pratica al voto per corrispondenza, soprattutto per l’elettorato all’estero. In media il 60% delle svizzere e degli svizzeri all’estero aventi diritto al voto elettronico ha optato per questa soluzione.
0 incidenti di sicurezza
Da quando il sistema di voto elettronico della Posta è entrato in funzione per la prima volta, a giugno 2023, non si sono verificati casi che abbiano compromesso la sicurezza dell’urna elettronica. I voti sono sempre stati espressi in tutta sicurezza.
200’000 franchi
Il sistema di voto elettronico, con il suo codice di programmazione e la documentazione di sistema, è continuamente sottoposto a verifica, come prescritto dalla legge. La Posta prevede quindi di ricompensare economicamente le e gli hacker etici che controllano i sistemi, ma che non sono vincolati da un rapporto contrattuale, nel cosiddetto «programma bug bounty». Nell’ambito dell’iniziativa, specialiste e specialisti informatici vengono invitati a esaminare sistemi IT per verificare la presenza di falle di sicurezza, ricevendo in cambio una ricompensa per le lacune individuate. Dall’inizio del programma relativo al sistema di voto online nel 2021, la Posta ha corrisposto per le falle confermate circa 200’000 franchi.
55’000 attacchi nel corso del test di intrusione
Il 17 giugno 2024 è stato avviato il terzo test di intrusione pubblico, una possibilità di test aggiuntiva e un elemento del programma bug bounty. Il test, che prevede l’attacco al sistema di voto elettronico da parte di persone esperte in hacking etico e informatica, terminerà il 3 luglio 2024. Chi troverà un punto debole riceverà una ricca ricompensa: la Posta paga fino a 250’000 franchi per la segnalazione di una vulnerabilità, a seconda dell’entità. Nonostante i 55’000 attacchi da parte di circa 2600 esperte ed esperti di tutto il mondo, durante il test di intrusione 2023 nessuno è riuscito a penetrare nel sistema.
Release 1.4
Dalla prima edizione di un anno fa, la Posta ha costantemente rivisto il sistema, l’operatività e i processi di supporto per migliorarli. Insieme ai Cantoni, durante gli scrutini passati è così riuscita a garantire un funzionamento ineccepibile. Il sistema viene inoltre sviluppato costantemente: su incarico della Confederazione, l’ultima versione è ora in fase di verifica da parte di esperte ed esperti indipendenti. La nuova release apporterà, tra l’altro, miglioramenti all’interfaccia utente per il personale cantonale e sarà in funzione a partire da settembre 2024.